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Se la APP sostituisce lo psicologo: Dreamboard

articolo appdi Simonetta Putti*

Man mano che il digital divide sarà colmato, grazie al progressivo sviluppo delle reti di distribuzione wireless, si potrà – come anticipava De Kerckove – “riempire tutto lo spazio disponibile con la presenza dell’intelligenza, un pò come gli dei dell’antichità..[1]

Le App sembrano poter rappresentare queste nuove divinità, alle quali tutto chiedere per semplificarci la vita.

Le App sono software che si scaricano sui tablet e sugli smartphone e che consentono al navigatore di operare in modo mirato su internet, per accedere pressoché a qualsiasi informazione. Se prima cercavamo sul web attraverso un indirizzo e mediante un prevalente procedimento di prove ed errori, ora – scaricando un’App sul nostro dispositivo mobile – possiamo arrivare direttamente ai contenuti cercati. L’accesso all’informazione diviene più rapido e immediato, comodo, anche se a scapito della libertà di navigazione. Non capiterà più, o capiterà raramente, di imbatterci in contenuti interessanti, seppur casuali e non cercati.. finirà il tempo della serendipity?

Possiamo chiederci quali conseguenze saranno implicate in questo scenario che si approssima e come muteranno le dimensioni di intelligenza collettiva[2] e mente connettiva[3], quali nuove entità emergenti dall’interazione umana nella rete.

In questo contesto appare rilevante l’introduzione di Dreamboard, nuova App che “permette di interpretare i sogni e di scoprirne il significato”, come si legge nell’articolo segnalato da O.P.M. all’indirizzo http://www.fastweb.it/web-e-digital/l-interpretazione-dei-sogni-diventa-digitale-con-dreamboard/

Apprendiamo che “Dreamboard nasce nella mente di Umberto Prunotto – founder della startup –nel 2002, quando ha iniziato a interessarsi al concetto dell’autopoiesi e di come il rapporto fra il conscio e l’inconscio influenzasse il comportamento umano. E la porta principale attraverso la quale passare per arrivare all’inconscio è, senza alcun’ ombra di dubbio, quella dei sogni.”

Dreamboard (traducibile come lavagna dei sogni) “è a metà tra un social network e un blog personale”; “permette di tenere traccia dei propri sogni, dandone una valutazione complessiva mettendoli in relazione con altri aspetti quali la qualità del sonno e quanto ci si sente riposati al risveglio”; “trova le somiglianze tra i sogni e aggrega i risultati in una comoda dashboard privata, grazie alla quale sarà possibile cercare di individuare un significato generale per i sogni di un determinato periodo”; “configura uno strumento di analisi professionale e completamente gratuito”.

Subito quest’ultima affermazione ci appare perlomeno critica: è legittimo definire Dreamboard strumento di analisi professionale?

Nell’intento di  approfondire l’argomento, cercando nel web, si arriva al all’indirizzo https://www.dreamboard.com/, presentazione dell’applicazione.

Qui vengono evidenziate le notizie già apprese: “Uno strumento gratuito, semplice, bello e sicuro per tenere traccia e analizzare i tuoi sogni sul web e su dispositivi mobile”; “E’ il primo diario dei sogni online progettato da esperti di psicologia dei sogni per aiutarti nel tuo viaggio alla scoperta di te stesso attraverso i sogni”;etc…

Anche qui si evidenzia che Dreamboard “trova somiglianze tra i sogni, aggrega i dati…fornisce informazioni per aiutarti a interpretare il significato generale dei sogni in un dato periodo

Significato generale… questo ci appare rassicurante, in quanto a ben leggere l’applicazione può configurare una sorta di nuovo popolare Libro dei sogni[4]. Ma la presentazione si conclude con un non tanto rassicurante:“Registra i tuoi sogni, scopri te stesso!”

Si pone allora la domanda: cosa promette Dreamboard..? Trovare il significato generale dei sogni o scoprire se stessi?

Differenza rilevante, e, soprattutto, possibile  pericolosa confusione tra individuale e generale, che troviamo all’indirizzo http://www.sketchin.ch/it/esperienze/dreamboard/, laddove il titolo di presentazione è

Dreamboard. Track your dreams, discover yourself”.

Una potenziale nota critica e di potenziale allerta si rinviene all’indirizzo http://it.startupbusiness.it/news/dreamboard-startup-onirica, laddove leggiamo: “C’è chi sogna di fare la start up e chi fa la startup con i sogni. E’ il caso di Dreamboard startup con tre patrie (Italia, Svizzera, US), un consistente team di esperti scientifici, tecnici e businessmen, e un approccio strabiliantemente easy a una materia spesso inquietante come il nostro subconscio sognante.”

Infatti, approccio in apparenza strabiliantemente easy, ma gravido di possibili conseguenze e rischi.

Scorrendo l’articolo, apprendiamo che l’applicazione sarà sempre gratuita per gli utenti anche se si sta valutando la possibilità futura di “realizzare un account a pagamento con funzionalità aggiuntive, anche a supporto di un’eventuale attività terapeutica.”

Rischio, quindi, di utilizzo non professionale dello strumento interpretativo nonché di banalizzazione dell’inconscio stesso e delle sue produzioni, come dimensioni più peculiari dell’essere umano.

Al di là del singolo utente, rilevante appare quanto Dreamboard consente a livello di collettività:

Esiste un alto livello di analisi collettiva che diviene possibile con l’accumularsi dei dati onirici nei database. Cominciamo cioè a essere in grado di capire cosa sognano diverse categorie di persone e come trend collettivi dipendano da eventi nella vita reale.”

Chiaro il rischio di manipolazione.

Evidenti i rischi a livello della privacy, anche se l’applicazione assicura la piena sicurezza alle informazioni dell’utente; nessuno può accedere alle informazioni contenute in un account di Dreambord se non il suo proprietario, che peraltro è anche abilitato allo sharing in rete: ove si voglia,  è possibile condividere i contenuti tramite blog o social network..

La disamina tracciata sinora evidenzia i potenziali rischi: confusione tra interpretazione individuale e significato generale dei sogni; banalizzazione dell’interpretazione psicoanalitica e possibile profferta di prestazioni professionali che potrebbero essere non garantite; manipolazione subliminare degli utenti attraverso l’offerta generalizzata di significati; registrazione dei trend collettivi per i più disparati utilizzi, leciti ed illeciti.

Sappiamo però che ogni nuova opportunità presenta, al di là dei rischi, anche possibili vantaggi. Cerchiamo di evidenziarne qualcuno.

Nel nostro tempo, in cui da più parti si levano voci che denunciano la perdita di spessore umano e addirittura la scomparsa dell’inconscio nel soggetto ipermoderno[5], ed in cui alcuni consulenti filosofi parlano di un sogno senza inconscio[6], la riproposizione di questa fondamentale dimensione appare evento non da poco.

Lasciando spazio all’ottimismo, Dreamboard può svolgere una funzione propedeutica ad una migliore conoscenza di sé, laddove si ponga e venga utilizzata come ponte transitabile per accedere a dimensioni intime, e magari prima non supposte, di sé. Ponte transitorio e di avvicinamento – vogliamo sottolineare – che lasci poi il posto a  più accurate e specifiche metodiche di conoscenza. Vogliamo auspicare –  nei termini minimi – che il software interpretativo sia stato concepito, strutturato e  redatto con la collaborazione di tecnici e clinici capaci di modulare la deontologia professionale con l’innovazione tecnologica. Siamo – quando trattiamo i sogni – in un territorio in cui la deontologia professionale deve, anche,  chiedere lumi all’etica, nel rispetto della dimensione umana e individuale che l’App intende rendere massivamente esplorabile.

Nel nostro tempo e nella attuale Network society[7], ci stiamo abituando all’idea di dover abbandonare i confini netti, le demarcazioni precise e sempre più si evidenziano territori di confine, marginali, ambigui o complessi a seconda dell’ottica nella Rete e nel vivere (vedi ad es. l’ibridazione Uomo / macchina, la frammistione di pubblico e privato, e financo la compresenza di vita e morte).

In questo scenario alcuni intravedono anche i segni di una auspicabile mutazione, la possibile integrazione culturale tra Oriente e Occidente, ovvero il viraggio verso una dimensione Anima, una femminilizzazione intesa come ritrovata e rinnovata capacità di dialogo e mediazione, che superi la modalità del conflitto permanente e degli egoismi di potere.

Avvicinarsi al proprio inconscio, scoprendo l’Altro in sé,  per noi occidentali accedere alla dimensione del nostro Oriente interiore, può consentirci di sperimentare  una posizione di karma aperto[8].


[1] De Kerckove, D., L’Architettura dell’Intelligenza, Testo&Immagine, Genova, 2001

[2] Lèvy P., L’intelligenza collettiva ,, Feltrinelli  Editore, Milano,  1996

[3] de Kerckhove D., La pelle della cultura, una indagine sulla nuova realtà elettronica, Costa&Nolan,

Genova, 1996

[4] www.sognipedia.it un libro dei sogni online sul quale è presente una completa spiegazione della simbologia onirica con la quale è possibile interpretare i propri sogni

[5] Recalcati, M., L’uomo senza inconscio. Figure della nuova clinica psicoanalitica, Raffaello Cortina, Milano, 2010

[6] De Paula, L., Il sogno senza inconscio, Immaginazione notturna tra psicologia e fenomenologia, Alpes Italia, Roma, 2013

[7] Castell, M., La nascita della Società in rete, Università Bocconi editore, Milano, 2002

[8] Petri, F., Karma aperto, Moretti&Vitali, Milano, 2012

*Analista Junghiana e Psicoterapeuta, membro C.I.P.A. e I.A.A.P. (International Association for Analytical Psychology, http://iaap.org,), socio fondatore del C.S.P.L. (Centro Studi Psicologia e Letteratura fondato da Aldo Carotenuto), condirettore della rivista  Giornale Storico del Centro Studi Psicologia e Letteratura.

Gabriella Alleruzzo

Author: Gabriella Alleruzzo

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