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Made in England. Misfits v/s This is England.

Titolo: Misfits
Ideatore: Howard Overman
Formato: serie tv
Paese: Regno Unito
Uscita : 2009
Genere: teen drama
Stagioni: 2
Episodi: 13

Titolo: This is England
Regia: Shane Meadwos
Sceneggiatura: Shane Meadwos
Attori: Thomas Turgoose, Stephen Graham, Jo Hartley, Andrew Shim, Vicky McClure
Paese: Regno Unito
Uscita Cinema: 2006
Genere: Drammatico
Durata: 101 minuti
Formato: Colore
Titolo: This is England 86
Ideatore: Shane Meadows
Formato: serie tv
Paese: Regno Unito
Uscita : 2010
Genere: drammatico
Stagioni: 1
Episodi: 4

di Giuseppe Preziosi

Siamo giovani dovremmo ammazzarci dal bere. Dovremmo comportarci male e fotterci i cerverlli a vicenda. Siamo stati progettati per divertirci. È così. Prorpio così, quindi alcuni di noi si faranno un’overdose o impazziranno. Ma come disse Charles Darwin non puoi fare una frittata senza rompere qualche uovo. Ed è prorprio di questo che si tratta. Di rompere delle uova. E con uova intendo andare completamente di fuori con cocktail di serie A. Se solo poteste vedervi. Mi si spezza il cuore. Indossate dei cardigan. Avevamo tutto. Abbiamo fatto molte e migliori cazzate rispetto alle generazioni precedenti. Eravamo così meravigliosi. Siamo svitati, io sono uno svitato. E spero di continuare ad esserlo fino ed oltre i miei ventanni e forse fino ai miei primi trenta e mi scoperei la mia stessa madre, prima di lasciare che lei o qualsiasi altra persona vi porti via tutto questo.

Nathan, Misfits

Queste le parole che Nathan proclama dall’alto dello stabile dei servizi sociali dove si è barricato con un’ostaggio; parla ai suoi amici e qualche decina di altri ragazzi e ragazze della sua età (16/20). Tutti loro sono stati ipnotizzati telepaticamente dalla ragzza che è con Nathan sul tetto. Tutti tranne lui. Strappati via dalle loro devianze, dai loro comportamenti adolescenziali, dalle loro trasgressioni piccole e grandi si sono votati ad una via di purezza, omologazione, religiosità dogmatica. Ma Nathan non può permetterlo, deve liberarli, riportarli alle loro individualità. Nel momento di massima enfasi, quando sono tutti lì ad ascoltarlo, nell’attimo di svelare la truffa dietro le loro recenti scelte di vita queste sono le parole che riesce a dire.

Misfits è una serie tv inglese centrata su cinque ragazzi, condannati ai servizi sociali, che casualmente colpiti da un fulmine acquistano poteri sovrannaturali. Non sono i soli e come ogni storia che si rispetti agli “eroi” si oppongono i “cattivi”.

This is England 86 è invece una mini serie di 4 puntate, sequel del film This is England del 2006. Sempre Inghilterra ma quasi trent’anni prima. Sempre adolescenti. Qui però si tratta di un’immersione nelle diverse culture urbane giovanili che attraversavano i sobborghi inglesi in quel periodo; da wikipedia “Il gruppo è formato da Woody (skinhead), Lol (skinhgirl/sort), Smell (new romantic), Gadget (skinhead), Milky (skinhead original), Pukey (street skinhead), Kelly (skingirl), Pob (rude girl), Meggy (herbert) e Trev (skingirl) “.

Entrambe le serie sono narrazioni dell’adolescenza, adolescenze difficili, germogliate tra il cemento, la precarietà economica, famiglie sgretolate e futuri incerti. Tante le differenze tra i due prodotti (a partire dalla natura stessa: un teen dramma spietato e divertente il primo, un lavoro profondamento drammatico il secondo) ma provando a vederle parallelamente è interessante trovarne similitudini e differenze, continuità e trasformazioni, un pò come se fosse un gioco della settimana enigmista.

I protagonisti di This is England (che potrebbero essere i genitori dei ragazzetti/misfits) indossano divise, le divise delle loro appartenenze alle culture urbane. Nonostante le infinite varianti interne il loro legame è celebrato e cementato da una stessa appartenenza al margine della società, ammantato da un profonda amicizia. Il piccolo Shaun deve attraversare diversi riti di iniziazione simbolici per appartenere al gruppo: tagliarsi i capelli, cambiare abbigliamento. Proprio l’introduzione di un elemento estraneo alla cultura del gruppo, la componente nazifascista che negli anni 70 si mischiò con la cultura skin tramite il National Front, funziona da catalizzatore del dramma.

Natahan, Simon, Kelly, Curtis e Alisha trentanni dopo indossano le divise dei servizi sociali, tute arancioni che ricordano Guantanamo. È la loro devianza che li fa incontrare anche se si sono sfiorati appena durante le loro vite (episodio 4 stagione 1) ma nel frastuono di una discoteca tra rincorse, cocaina, vandalismo gratuito, imbarazzo e sconfitte non ci si incontra. Così si trovano al centro sociale e nasconi legami d’amicizia e d’amore.

C’e’ tanto cemento nei fondali di entrambe le serie; This is England è ambientata a Nottinghan, quartieri di  Saint Ann’sLentonThe Meadows. Si ascoltano i discorsi alla radio della Thatcher e si vedono in tv le immagini della guerra delle Falkland. Le vite di Shaun e dei suoi amici sono attraversate dallo spettro della disoccupazione, del no future imposto dall’alto; la scomparsa anche dell’ appartenenza al proletariato operaio da cui proviene la loro cultura. Cercano un divertimento disperato e il sostegno reciproco; devastano case abbandonate, si muovono tra macerie, “spiagge deturpate”, quadrati di cemento che sono campi di calcio. Woody e Lol provano a costruirselo un futuro, un futuro che li costringe alla fabbrica, a venire a patti con il padrone ma che non lide l’ identità skin; non si rinuncia al “cazzeggio” con gli amici, alla dimensione ludica e trasgressiva del loro stare insieme; ma riescono a tenersi un lavoro, resistono. Sarà il passato, un passato che cova nascosto nelle pieghe del familiare a ostacolare i loro progetti.

La maggior parte della scene di Misfits sono state girate al Southmere Lake, la stessa locazione di Arancia Meccanica di Kubric ma le immagini ci regalano anche squarci dei maestosi grattaceli che celebrano lo splendore della Londra moderna; i protagonisti della storia si muovono però tra rampe anguste di scale senza fine che si attorcigliano in grovigli e nodi, luoghi perfetti per spaccio e violenza; porte che si aprono in angoli bui e nascosti, ballatoi ad alto livello di rischio, discariche abusive, cavalcavia.

I misfits sono indifferenti, svogliati, intrisi godimento, puramente nichilisti e disperatamente narcisisti. In una scena della prima puntata Nathan va nel bagno del centro sociale e si stiracchia appena sveglio mentre fa pipì completamente indifferente alle pozze di sangue che bagnano il pavimento, agli schizzi ematici sulle pareti, alla porta in brandelli. Non li vede, non può vederli. Chissà quanti bagni disastrati avrà visto nella sua giovane vita tra scuole, locali, bar, rave. E chissà quanto sangue avrà visto in televisione, nei telegiornali, nelle fiction, nei gangster movie.

La scrittura di Misfits è tagliente, cinica di un umorismo nero e appiccicoso come la pece: non risparmia religione, donne incinte e babbo natale, niente e nessuno; descrive brutalmente i nostri tempi ma senza deformare la sua natura di prodotto di intrattenimento (penso ad esempio alla sequenza che cita il video game gran thief auto). Il punto di partenza della serie scontato e paradossale (i superpoteri) viene dimenticato in fretta e tutto ciò che succede diventa assolutamente possibile.

Non c’è nessuna coscienza di avere avuto un dono che può essere usato per aiutare glia altri, nessun impeto civile, nessuna assunzione di responsabilità. Natan e glia altri cercano qualche modo per risolvere le loro vita, qualcosa che assicuri denaro senza fatica; per un pò soldi sono disposti anche a vendere le lorosuper abilità, a spararsi in testa in diretta e naturalmente ad andare in televisione e assumere un manager.

Il tono di This is England è ascitto, teso. C’e’ il sentoreche qualcosa di tragico stia per avvenire. Nelle vite dei protagonisti, nelle immagini che vengono dalla televisione, nei dialoghi nelle radio. C’è un impero che si sgretola e i suoi sudditi che provano a sopravvivere tra le macerie facendo appello al gruppo di pari, di identici o per alcuni di loro al nazionalismo, alla violenza, all’ odio verso l’altro.

Le famiglie quasi non esistono e se appaiono spesso non sono luoghi accoglienti e protettivi ma nidi di veleni e violenze. Famiglie frammentante con frazioni di genitori che cercano di riconquistare un brandello di felicità, fratelli che appaiono all’improvviso, padri che ritornano, madri che si innamorano e portano a casa dei sconosciuti. In Misfits appare solo la famiglia di Nathan, cacciato di casa perchè troppo narcisista per fare spazio ad un nuovo compagno della madre e perennemente in guerra con l’altro genitore colpevole di non esserci mai stato. La mamma di Shouan cerca di resistere alla perdita del marito in una guerra inutile e a non smarrire il figlio. È lui però che va via dinanzi al sostituto paterno e la rabbia che ne deriva.

Sono tantissime le sfumature che si possono cogliere in entrambe le serie (insieme fanno più di 800 minuti) e messe in parallelo il numero si fa esponenziale; l’ultima che vorrei sottolineare è la scelta dei brani musicali che accompagnano le immagini; musica che intrattiene ma anche capace di evocare i contesti in cui ci si muove. U.K. Subs, The Specials, Einaudi, Liars, Prodigy, Toots & The Maytals , Soft Cell, the Rapture, Hot Chip, Kraftwerk, Joy Division, Benga, Lady Gaga, Percy Sledge , Kingsmen…..

Author: osservatoriopsicologia

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