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KILLER JOE

REGIA: William Friedkin

ATTORI: Matthew McConaughey, Emile Hirsch, Thomas Haden Church, Gina Gershon, Juno Temple

PAESE: USA 2011

GENERE: Noir

DURATA: 103 Min.

Recensione di Giuseppe Preziosi

«La grande sfida tra Barack Obama e Mitt Romney si gioca sul Sogno Americano. Si, d’accordo, il dibattito è sull’economia, sul debito pubblico, sul welfare state, sulla sanità, sui posti di lavoro, sulle tasse, sul costo della benzina, sui tagli al Pentagono, sulla politica di sicurezza nazionale, ma al dunque le elezioni presidenziali del 6 novembre saranno vinte dal tedoforo più bravo a tenere viva la fiaccola dell’American Dream. Il sogno Americano è provarci, farcela, realizzarsi».

Christian Rocca, IL NUOVO SOGNO AMERICANO; IL-il maschile del Sole 24 ORE

Tutto ciò che c’è di familiare e intimo e di accoglienza e attaccamento è sgretolato, perso, dimenticato; semplicemente, senza troppe parole e troppi discorsi, un padre e un figlio decidono di far ammazzare la madre/moglie, evocata, insultata, imprecata per tutto il film. È una questione di vendetta ma soprattutto di denaro e ancora di più di convenienza: in che modo ci può essere più utile la vecchia? Lo scenario si apre sulla famiglia allargata di Chris e Ansel mostrando legami inquinati, infiltrati da inganni, egoismi, confusione. Non è un caso che il dato di partenza sia il denaro, una assicurazione sulla vita che può dare un pò di respiro a chi non è riuscito mai a combinar niente nella vita e a chi ha provato a imboccare la strada del sogno americano ma che, inciampato, non ha altro modo per rialazarsi che l’illegalità. La miseria urla rabbiosa come un cane feroce tenuto alla catena che rischia però, all’improvviso, di spezzarsi. Non ci sono regole e non ci sono limiti nella casa/roulotte di Ansel, non c’è confine e intimità ma corpi seminudi, cibi riscaldati, un gran televisore. L’innocenza, la piccola Dottie un pò studipa, un pò ingenua è chiusa nella stanza in fondo; il suo ruolo è quello di caparra, sorella/figlia sacrificata e sacrificabile, cedibile a Joe il killer, uomo della salvezza, l’uomo che si assume il responsabilità del matricidio; ma sempre di contabilità si parla e se non c’è il pagamento pattuito la caparra è persa.

A cena si celebra l’ epilogo familiare, la conclusione dell’affresco che Fiedkin vividamente ha tratteggiato; un sogno che nutrito di miseria, fame feroce, “no future”, solitudine e denaro unica ancora di salvezza assume i connotati di un incubo grottesco. Nei piatti insieme al pollo fritto e l’ insalata di patate ci sono a condire una vita intera nasi sanguinanti e trucco sfatto dal troppo pianto, tradimento, paura, pistole, legami incestuosi repressi, minacce, lividi, smarrimento, violenza.

Gabriella Alleruzzo

Author: Gabriella Alleruzzo

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