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I nostri eroi alla riscossa

Regia: Milton Gray, Marsh Lamore, Robert Shellhorn, Mike Svayko, Karen Peterson
Sceneggiatura: Duane Poole, Tom Swale
Paese: Stati Uniti
Anno di uscita : 1990
Genere: Animazione
Durata: 27 minuti

di Giuseppe Preziosi

L’estate aldilà delle crisi, dei crolli di borsa, delle manovre liofilizzate ci costringe a ritmi diversi, a sensazioni da nuvola di ovatta che allenta i movimenti, instupidisce i pensieri; così accanto ad articoli di economia acrobatica, alle analisi puntuali dei flussi finanziari che si muovono da Washington attraverso Parigi, Roma, Atene, Lisbona, Pechino, Pontida mantengono il loro posto gli articolazzi sui tormentoni estivi, una sorta di fenomenologia delle canzoni ossessione dell’ estate con tanto di analisi dei testi e storiografia annessa; non manca un bollettino dettagliato su chi indossa cosa, che bikini indossa quella, con chi si striscia quell’altro. La nuvola invisibile di ovatta sempre presente, in estate diventa più fitta, più invasiva. Ad esempio io ho deciso di dare una possibilità al nuovo disco dei take that.

Non so se questo processo sia un retaggio ancestrale dei nostri antenati, so che aldilà si tutte le trasformazioni sociali macro e microscopiche avviene ed è ineluttabile. A questa resa si accoda anche la programmazione televisiva che con gaudio inonda il palinsesto con repliche di serie televisiove ormai vecchie di trentanni, cartoni animati stantii e film che hanno formato trasversalmente gli italiani negli anni ottanta (sappiamo come è andata a finire). Comunque c’e’ chi è entusiasta di tutto questo, c’e’ chi prova un sottile senso di ribrezzo ma tutti si arrendono all’evidenza di conoscere e riconoscere ogni film, ogni sigla, ogni classico come se fosse stampato indelebilmente nel cervello. Altro che Pavlov!

Qualcosa non sembra passato però, un messaggio che cavalcando quei canali cercava di raggiungere un obiettivo certamente più alto del puro intrattenimento: “i nostri eroi alla riscossa” è uno speciale televisivo prodotto e messo in onda con l’intento di prevenire l’uso di droghe nelle giovani generazioni; per questa nobile causa sono scesi in campo alcuni volti noti degli anni ottanta: i puffi, l’alieno alfred, baby kermit, baby piggy, baby gonzo, machelangelo delle tartaruga ninja mutanti, i chipmunks, slimer, winni pooh, tigro, duffy duck, bugs bunny, qui, quo, qua, garfield. Il tutto finanziato dalla McDonald’s (che ha a cuore le menti delle persone più dei loro fegati).

Peccato che una così brillante parata di star e di mezzi finanziari sia stata utilizzata per un prodotto così scadente; sia nella trama che nella realizzazione “i nostri eroi alla riscossa” è un mediometraggio debole, svogliato, confuso, ingarbugliato in una narrazione senza senso. Il messaggio è grossolano: la droga (la mariuana quasi sempre) è un una nube grigia che avvelena i tuoi rapporti più sani, quelli con i tuoi genitori, la tua sorellina; non lasciarti influenzare dai tuoi coetanei, non sforzarti di compiacere i loro vizi. Ti rocrdi quando eri un bravo bambino felice? Perchè hai perso la fiducia nei puffi?

Tutto questo in una serie di passaggi (paradossalmente) psichedelici: verso la fine del racconto il protagonista Michael, che ha iniziato a fare uso di mariuana, si ritrova in un luna park, tetro, da racconto di Stephen King; inizia correre sulle rotaie delle montagne russe in senso inverso al vagone che, guidato da uno dei nipoti di paperino, rischia di investirlo; Michael si getta dall’alto e atterra su di una specie di macchina a scontro da cui salta via e si aggancia ad un enorme anello di metallo; continua la sua caduta che rischia di finire su delle enormi seghe circolari ma grazie all’anello metallico viene spinto nella bocca di un’ enorme statua a forma di demone orientale; finisce nello stomaco del demone, una sorta di lago sotterraneo tra pareti gommose dove su di una barchetta navigano il tigro e baby piggy; la strana coppia lancia un salvagente a Michael grazie al quale esce fuori dal mostro per finire su di una gigantesca leva di una gigantesca slot machine, poi contro ad un palo poi contro ad una bacheca che contiene enormi bottigliette vuote di vetro e infine contro un grosso occhio; il volo finisce in una bagnarola di legno piena d’acqua. Ma non è finita: la bagnarola viene riempita a dismisura di acqua tanto che va in frantumi; trascinato dalla corrente Michale finisce risucchiato in un gorgo, una specie di scarico che si rivela essere la cannuccia della bibita che sta bevendo baby piggy che avendolo ingoiato lo sputa su di un materassso elastico rosso. Michael si ritrova dinanzi alla bottega di un indovino che si rivela essere duffy duck ma qui mi fermo. Migliaia di hippy avrebbero pagato oro per un trip così.

Viene anche da chiedersi a chi fosse indirizzato questo cartone animato; ai bambini? agli adolescenti? Per i primi il messaggio sembra un pò confuso, direi grossolano, non molto più efficace del classico “non accettare caramelle dagli sconosciuti”. Gli adolescenti non credo siano propensi ad accettare indicazioni di comportamento da garfield o kermit; il difficile nodo dell’adolescenza così esposto al richio di comportamenti trasgressivi non può certamente essere educativamente affrontato facendo appello a figure, icone, immaginari infantili.

Ma allora come è possibile finanziare, produrre, diffondere prodotti così scadenti per obiettivi così ” alti”. Può trattarsi di un esperimento pioneristico? A guardare gli ultimi spot contro il consumo delle droghe, questa volta italiani, non sembra che molto sia sia mosso in questo campo: calciatori poco convinti, lampadine neuronali che si frantumano, padri che risolvono i problemi dei figli con due calci al pallone, vampiri sconfitti da Nek; “Fai gol nella vita, dai un calcio alla droga”; “Vivere é stupefacente”;” Le droghe ti bruciano il cervello e non ne hai un altro. Non usarle mai”. Non si usano i cartoni animati ma c’e sempre quell’aria di artificioso, di un ammiccante giovanilismo, l’utilizzo farraginoso di slang, linguaggi, immaginari giovanili. Per fortuna con l’arrivo di settembre la nuvola di ovatta si dirada un pò. Penso che andrò a rivedermi Amore tossico, Trainspotting e Jungle fever; se qualcuno vuole dare un ‘occhiata ai “nostri eroi” ecco i link:

http://www.youtube.com/watch?v=TAG2bbLWLq0

http://www.youtube.com/watch?v=yIBui6gREhw

Author: osservatoriopsicologia

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