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FAME

Autore: Sharman Apt Russell

Edizione: Codice Edizioni

Pagine : 230

Prezzo:23.00 euro

Anno: 2006

Recensione di Giuseppe Preziosi

 

Il mondo vivente è dominato da una grande legge. La natura obbliga le sue creature inconsapevoli a compiere delle azioni di cui non conoscono affatto il risultato finale… per l’animale, la soddisfazione di questi istinti rappresenta lo scopo principale della vita; ma per la natura questo non è che il mezzo per raggiungere una meta ben più alta, che resta ignota alla creatura. Quando ci punge la fame , cerchiamo di riempirci lo stomaco e contemporaneamente sentiamo il piacere che i cibi ci procurano. Ma mentre facciamo questo, non pensiamo certo che il cibarsi serve ad immagazzinare un certo numero di calorie, senza le quali non potremmo vivere.

 

Wolfang von Buddenbrock, L’amore nella vita degli animali.

Un viaggio nella fame, un viaggio che va dalle microscopiche funzioni cellulari a questioni planetarie che la fame, ad un certo Occidente generoso, ha posto. Un viaggio che è anche un pò come guardarsi allo specchio e quasi riconoscersi stretto tra i miei dimagrimenti e le mie rotondità e la cultura della fame in cui sono cresciuto, l’immagine del piccolo africano panciuto, quasi un’icona pop: “c’è sempre qualcuno da sfamare nel mondo”, “c’è sempre qualcuno che non ha ciò che hai tu”, “non lo buttare pensa ai bambini dell’Africa” si ripeteva come un mantra; ma intanto consuma.

Scoprire poi che sfamare gli affamati non è solo una questione di bontà o di indicazione divina ma anche di scienza e metodo perchè la denutrizione non si cura semplicemente con il cibo e ancora di più che un popolo in miseria non si aiuta con la carità.

In un anno mangiamo circa 42 chili di carne a testa…per produrre un chilo di carne sono necessari 15.000 litri d’acqua e 10 chili di mangime. Per ogni chilo di carne di maiale vengono emessi 11,2 chili di anidride carbonica nell’aria. In italia nel 2011 sono stati macellati più di 4 milioni di agnelli. Il numero di polli destinati al consumo umano è cresciuto tra il 1980 e il 2010 del 169 per cento. Ogni anni nel mondo si mangiano 115 milioni di tonnellate di pesce.

Aver fame è politica, è doversi aprire la mondo, è soddisfare una pulsione che ha bisogno dell’altro, rinunciare all’idea di un bastare a sè, è sporcarsi le mani con la terra, sporcarsi con la materia; chi rinuncia al cibo, all’alimentazione si ammanta di un aurea sacra e mistica che ispira devozione e ammirazione: santa Caterina da Siena, Alessandrina Maria del Costa, Theresa Newmann; il digiuno mosso da granitci ideali prova a combattere i governi e le istituzioni: Sylvia Pankhurst, Gandhi, Francis Hughes (mentre scrivo leggo questa notizia su twitter- Fiumicino, chiusi sette duty free. Lavoratori in sciopero della fame); la fame e il digiuno vengono messi in mostra e esibiti come prova di virtù e capacità sovrumane e portate in giro nelle fiere e nei circhi. La fame e il rifiuto alla nutrizione come attacco eversivo alla vita, al vitale, all’eros e che diventa nodo clinico complesso e insolvibile per migliai di specialisti della psi nel mondo.

69 milioni sono le persone che ogni giorno mangiano da McDonald’s nel mondo.

300 milioni è la quantità di Baci venduti ogni anno, 1.550 i Baci prodotti al minuto.

Ragionare sulla fame è anche un viaggio interiore, un viaggio nella cosapevolezza di non essere padroni in casa propria: chi gestisce le sensazioni che accompaganno la fame? Chi decide il loro acuirsi? Chi svolge tutto quel delicato e complesso lavoro di assimilazione del cibo? Un’ altra “mente” mi abita e permette la mia vita e incredibilmente si ostina alla vita ancora più forte quando la volontà, la coscienza, la ragione invece scelgono il digiuno a causa di convinzioni religiose, deliri mistici, patologie psichiche, grandi ideali, ragioni politiche, aspirazioni utopiche, deliri di onnipotenza, si ostina la vita a mettere in campo tutta una serie di strategie biologiche e chimiche su cui non ho nessun potere.

Un viaggio sorprendente a scoprire che una parte così fondamentale delle mia vita nel mondo non è incarnata nella carne ma nella fame.

 

 

 

Gabriella Alleruzzo

Author: Gabriella Alleruzzo

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